La localizzazione wifi si basa su un principio fisico semplice: ogni dispositivo connesso a una rete wireless scambia continuamente segnali radio con i punti di accesso circostanti. Analizzando questi segnali, la loro potenza e il tempo di propagazione, un algoritmo può stimare la posizione di un terminale e, per estensione, quella della persona che lo porta. Questa tecnica funziona dove il GPS fallisce, in particolare all’interno degli edifici.
Principio radio dietro la geolocalizzazione wifi
Ogni router o punto di accesso wifi emette un identificatore unico chiamato indirizzo MAC (Media Access Control). I dispositivi a portata captano questi identificatori e misurano la potenza del segnale ricevuto, espressa in dBm. Più un dispositivo è vicino al punto di accesso, più il segnale è forte.
La localizzazione si basa su un confronto tra i segnali captati e un database mondiale che associa ogni indirizzo MAC a coordinate geografiche. Google, Apple e altri attori alimentano questi database raccogliendo le informazioni dai punti di accesso wifi rilevati dagli smartphone durante i loro spostamenti.
Quando un telefono Android o un altro dispositivo scansiona le reti wifi nelle vicinanze, invia l’elenco dei punti di accesso rilevati a un server. Questo incrocia questi dati con la sua mappatura e restituisce una stima della posizione. Comprendere questo metodo di localizzazione wifi permette di capire perché la precisione varia notevolmente a seconda dell’ambiente.
In un’area urbana densa, dove i punti di accesso wifi sono numerosi, la precisione raggiunge alcuni metri. In un’area rurale, con pochi punti di accesso referenziati, la stima rimane approssimativa.

Trilaterazione e fingerprinting: due tecniche di posizionamento indoor
Due approcci dominano la localizzazione wifi in interno. Non funzionano allo stesso modo e non offrono la stessa precisione.
Trilaterazione per potenza del segnale
La trilaterazione wifi utilizza almeno tre punti di accesso di cui si conosce la posizione. Il dispositivo misura la potenza del segnale ricevuto da ciascuno, converte questa potenza in distanza stimata e poi calcola la sua posizione all’intersezione dei tre cerchi teorici. Il risultato dipende direttamente dalla qualità della conversione potenza-distanza, che è disturbata da muri, mobili e riflessioni del segnale.
Fingerprinting radio
Il fingerprinting (o impronta radio) procede in modo diverso. Una fase di calibrazione consiste nel registrare, in numerosi punti di un edificio, la firma radio percepita (quali reti, a quale potenza). Questi rilevamenti formano una mappa di riferimento. Quando un dispositivo si localizza, confronta la sua firma radio attuale con la mappa e identifica l’area più probabile.
Il fingerprinting offre una migliore precisione negli ambienti complessi (centri commerciali, ospedali, aeroporti), ma richiede un lavoro di mappatura preliminare che può diventare obsoleto non appena un muro viene spostato o un punto di accesso viene aggiunto.
Norma IEEE 802.11bf e rilevamento della presenza senza dispositivo
La localizzazione wifi ha a lungo supposto che la persona ricercata porti uno smartphone o un dispositivo connesso. Da settembre 2025, la norma IEEE 802.11bf-2025 formalizza un uso diverso del wifi: il rilevamento della presenza, della distanza e del movimento mediante analisi delle perturbazioni del segnale radio in una stanza.
Il principio si basa sul fatto che un corpo umano assorbe e riflette le onde wifi. Un router compatibile può analizzare le variazioni del proprio segnale per determinare se una persona si trova nella stanza, a quale distanza approssimativa e se si sta muovendo. Questa capacità, chiamata “wifi sensing”, non richiede alcun sensore aggiuntivo.
Nel ottobre 2025, un team dell’Istituto di tecnologia di Karlsruhe (KIT) ha presentato un sistema chiamato BFId (Beamforming Feedback Identification) durante la conferenza ACM CCS 2025. Questo sistema identifica una persona tra un gruppo a partire dalle sole perturbazioni che provoca sui segnali wifi, senza telecamera e senza che la persona porti uno smartphone. La precisione annunciata raggiunge il 99,5% su un campione di 197 soggetti.

Applicazioni concrete e limiti della localizzazione wifi
L’uso più diffuso rimane la geolocalizzazione indoor su smartphone. Le applicazioni di navigazione in interno (nelle stazioni, negli ospedali o nei centri commerciali) combinano i dati wifi con altri sensori per guidare l’utente. Google utilizza la localizzazione wifi come complemento del GPS su Android, in particolare per accelerare il primo fix di posizione o per mantenere la localizzazione quando il segnale satellitare viene perso.
Il wifi sensing apre ad altre prospettive:
- Rilevamento della presenza in una casa connessa per attivare l’illuminazione o il riscaldamento senza sensore di movimento dedicato
- Monitoraggio di persone anziane che vivono sole, rilevando un’assenza prolungata di movimento senza ricorrere a una telecamera
- Sicurezza domestica, come propone Comcast con la sua piattaforma Xfinity Shield lanciata nell’agosto 2026, che trasforma i router in rilevatori di movimento
Questi usi sollevano questioni di privacy. Il wifi sensing funziona senza il consenso attivo della persona rilevata, poiché non ha bisogno di portare un dispositivo né di essere connessa alla rete. La norma 802.11bf non prevede un meccanismo di rifiuto da parte dell’utente passivo.
Per quanto riguarda la precisione, la localizzazione wifi rimane inferiore a quella del BLE (Bluetooth Low Energy) per il posizionamento al metro in interno. Il wifi offre una copertura più ampia ma una risoluzione spaziale meno fine. Per ritrovare una persona in un edificio, la combinazione delle due tecnologie dà i migliori risultati.
L’affidabilità dipende anche dalla densità della rete wifi. Un appartamento con un solo router permetterà solo una rilevazione di presenza binaria (nella stanza o meno). Un open space dotato di decine di punti di accesso consentirà un monitoraggio molto più granulare.
Il wifi non sostituisce il GPS all’esterno, ma colma un’area cieca che il segnale satellitare non copre. Con la standardizzazione del wifi sensing e l’integrazione progressiva nei router di consumo, il confine tra rete di comunicazione e sensore di localizzazione si sfuma.



